Tho incrociata alla stazione che inseguivi il tuo profumo presa in trappola da un tailleur grigio fumo i giornali in una mano e nellaltra il tuo destino camminavi fianco a fianco al tuo assassino.
A volte può capitare di ascoltare una canzone centinaia di volte e non capire il significato.
Siamo decisamente fuori strada!Ma il brano si chiude con lincrollabile speranza che, se anche tutto complottasse per far sparire dal mondo la che vinca il migliore jan guillou fantasia e la libertà, ci penserebbe la natura a salvaguardare questi beni preziosi che consentono alluomo di vagare a poprio piacimento, senza costrizioni, nellinfinito e caleidoscopico universo.Se Ti Tagliassero A Pezzetti Video: Se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe il regno dei ragni cucirebbe la pelle e la luna tesserebbe i capelli e il viso e il polline di Dio di Dio il sorriso.T'ho incrociata alla stazione che inseguivi il tuo profumo presa in trappola da un tailleur grigio fumo i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino camminavi fianco a fianco al tuo assassino.Nonostante i primi versi possano ricordare One of these days dei Pink Floyd, lispirazione viene da un inno pellerossa poi rielaborato da Faber e Massimo Bubola, il coautore.Ti ho trovata lungo il fiume che suonavi una foglia di fiore che cantavi parole leggere, parole damore ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.Un'iniziazione libertaria che dev'essere avvenuta molto presto, come lo stesso De André racconta a Luciano Lanza : Come mai si diventa libertari?o lasciarsi trasportare dal suono delle parole e pensare che la canzone sia una storia d'amore: Ti ho trovata lungo il fiume che suonavi una foglia di fiore che cantavi parole leggere, parole d'amore ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso.Il brano racconta di come la libertà e la fantasia siano a tal punto connaturate alluomo che ogni tentativo di recidere questo atavico legame è destinato a fallire poiché la natura (il vento, il regno dei ragni, il polline) troverà sempre il modo di riallacciarlo.Se ti tagliassero a pezzetti, settima traccia dellalbum senza titolo (verrà poi ribattezzato Indiano a causa dei contenuti e del disegno sulla copertina) del 1981 di Fabrizio De Andrè, è uno dei brani in cui il nitore della poesia del cantautore genovese raggiunge i livelli.Persa per molto persa per poco presa sul serio presa per gioco non c'è stato molto da dire o da pensare la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera spettinata da tutti i venti della sera.
O hai frequentato un ambiente libertario, cosa che ho fatto fin dai diciotto anni, o altrimenti perché hai un impulso a pensare che il mondo debba essere giusto, che tutti debbano avere come minimo le stesse condizioni di opportunità per potersi esprimere ed evolvere.
La protagonista è quindi la Libertà (o la Fantasia, ma in qualche concerto Fabrizio si lascia sfuggire "signorina Anarchia".).
Ma se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe il regno dei ragni cucirebbe la pelle e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso e il polline di Dio di Dio il sorriso.
Nonostante i tentativi di liberticidio perpetrati continuamente dalla società massificante, il cui intento è di appiattire le coscienze conducendo gli individui ad un graduale imborghesimento, il mondo naturale garantisce la custodia e la salvezza di quei valori che costituiscono il fondamento dellessere umano e ciò.
Ascoltando Se ti tagliassero a pezzetti, la canzone di De André dall'album detto "L'Indiano ci si può lasciare distrarre dalla musica orecchiabile, dall'arrangiamento quasi pop (era il primo album dopo il rapimento e Fabrizio doveva ripagare al padre i soldi del riscatto, da qui l'esigenza.
E così, una volta capita la metafora, si può ripartire dall'inizio e cominciare a capire.In effetti, ha molto più senso riferito alla libertà che a una bella ragazza orrendamente spezzettata (brutta immagine decisamente pulp no?Rosa gialla rosa di rame mai ballato così a lungo lungo il filo della notte sulle pietre del giorno io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino alla fine siamo caduti sopra il fieno.Publisher: Lyrics Universal Music Publishing Group.E adesso aspetterò domani per avere nostalgia signora libertà signorina fantasia così preziosa come il vino così gratis come la tristezza con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.Ma rimane pur sempre qualcosa di cui avere nostalgia, una ragazza che suonava una foglia di fiore.Se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe il regno dei ragni cucirebbe la pelle e la luna tesserebbe i capelli e il viso e il polline di Dio di Dio il sorriso.Nel testo si dipana gradualmente linnamoramento di De Andrè con la libertà e lanarchia: prima la incontra lungo il fiume, poi assaggia le sue labbra, balla con lei inebriandosi di quella sensazione di vitalità che solo il sentirsi liberi può far sperimentare e finisce.Magari poi si capisce che la ragazza in questione si è un po' imborghesita e adesso indossa un tailleur.La canzone si sviluppa come una grande metafora allegorica attraverso la quale De Andrè paragona la libertà, la fantasia e lanarchia, (concetti intercambiabili secondo lautore che, non a caso, durante i concerti si divertiva ad inserire nel testo la parola anarchia al posto di fantasia).Questa giovane libertà, che assomiglia tanto alla fantasia, ha una bella caratteristica: per quanto ci provino a tagliarla a pezzetti, riesce sempre a rinascere, complice la Natura: Ma se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe il regno dei ragni cucirebbe la pelle.Ma la parte più interessante della canzone arriva quando la signorina fantasia, ormai invecchiata, si ritrova ad essere una vecchia signora Libertà, e ad accompagnarsi a biechi personaggi.


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